Corsi per pilotare droni: quali sono in Italia e perché occorre pretenderli
Cosa sono i corsi per pilotare droni e perché un operatore SAPR deve svolgerli obbligatoriamente
Al 2020 sono sempre più in voga le operazioni specializzate con drone, come le riprese aeree, la fotogrammetria con drone, le ispezioni e tanto altro ancora.
Chi svolge questi servizi in Italia e chi si occupa del noleggio droni deve essere un pilota riconosciuto dall’ENAC, l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile. Per poter diventare un pilota qualificato, deve svolgere uno dei corsi per pilotare droni e sostenere con successo degli esami teorici e pratici.
Inoltre, dopo aver ottenuto l’attestato di pilota APR, chi desidera utilizzare un drone a scopo professionale deve ottenere il permesso di volo, anch’esso rilasciato dall’ENAC.
Purtroppo ci sono tanti operatori improvvisati che potrebbero usare i droni solo a scopo amatoriale (oppure non potrebbero proprio pilotarli) ma si spacciano per operatori specializzati.
Queste persone non hanno mai svolto i corsi e non possiedono i permessi per pilotare un drone, ma lo fanno. Noi ti consigliamo di affidarti sempre a un operatore qualificato, come noi di Overfly.me, ed evitare queste persone.
Ma perché i corsi sono così importanti? Continua a leggere e scopri tutto a riguardo!
I corsi per pilotare droni sono obbligatori?

I corsi per piloti APR sono obbligatori in determinate situazioni, e sono molto importanti perché riducono al minimo gli incidenti con i droni, formando persone esperte nel pilotaggio di questi velivoli.
Nello specifico, l’attestato da pilota APR è obbligatorio per chi compie operazioni specializzate con drone (dunque fa un uso professionale di questi velivoli). Per quanto riguarda i droni a uso amatoriale, è obbligatorio conseguire l’attestato se si desidera pilotare un drone con massa uguale o superiore ai 250 g.
Questo è ciò che dice il Regolamento ENAC mezzi aerei a pilotaggio remoto, che sancisce (insieme al Codice della Navigazione) le norme dedicate a chi utilizza i droni.
Ma perché non ci si può formare a casa? Qual è il motivo per cui si deve seguire un corso di formazione e poi sostenere un test?
Leggi anche: Scenari standard ENAC 2020: questi quelli ufficiali
L’importanza dei corsi per pilotare i droni
Un drone è un aeromobile a pilotaggio remoto che, quando si muove in volo, occupa un determinato spazio aereo.
Essendo un velivolo con un determinato peso – i droni professionali possono pesare oltre 25 kg -, che può volare anche a 80 km/h, può causare ingenti danni a cose e persone se pilotato da un inesperto.
Non a caso, durante i corsi per piloti di droni si approfondiscono aspetti fondamentali come la meteorologia, le regole di volo, le modalità di volo e tanto altro ancora.
Oltre alla parte teorica, un corso per pilota di APR (aeromobili a pilotaggio remoto) comprende anche una serie di esercitazioni pratiche.
Al termine del corso è previsto un esame, durante il quale i candidati devono dimostrare di aver acquisito le competenze idonee a pilotare droni.
Chi può svolgere un corso per pilota APR e quali sono i corsi autorizzati in Italia?
Può conseguire un attestato per pilota APR chi ha:
- compiuto almeno 16 anni
- seguito un corso autorizzato ENAC
- conseguito con successo l’esame finale previsto dal corso, al termine del quale viene rilasciato, per l’appunto, un attestato di pilota di APR
L’attestato di pilota ha una durata di 5 anni e può essere rinnovato alla sua scadenza. Gli unici corsi autorizzati sono quelli accreditati ENAC, e in Italia ormai ce ne sono a bizzeffe.
Gli operatori che vogliono lavorare nel campo dei droni devono ottenere, oltre l’attestato di Pilota APR, il Permesso di volo per operazioni specializzate e l’autorizzazione per compiere operazioni critiche e non critiche con i droni.
Anche in questi casi è l’ENAC a rilasciare le certificazioni agli operatori.
Che cos’è il Permesso di volo per operazioni specializzate e cosa sono queste attività?

Il Permesso di volo è un certificato della durata di 3 anni (ma rinnovabile) che consente ai piloti di APR di utilizzare il drone per compiere operazioni specializzate.
Queste operazioni sono attività professionali con il drone, che se pilotato a uso professionale viene definito SAPR, ovvero sistema aeromobile a pilotaggio remoto.
Le operazioni specializzate possono configurarsi in diversi modi. Ecco, di seguito, i principali:
- riprese con drone
- ispezioni
- rilievo fotogrammetrico
- termografia
e tanto altro ancora. È inoltre importante specificare che, prima di metterle in pratica, il pilota deve possedere anche l’autorizzazione ENAC per compiere operazioni specializzate critiche/ non critiche/ miste in base al caso.
Leggi anche: Operatori ENAC per pilotaggio droni VS fuorilegge: ecco come funziona in Italia
Cosa sono le operazioni specializzate critiche, non critiche e miste che può svolgere un pilota autorizzato dall’ENAC?
Le operazioni non critiche sono attività – che si possono compiere sia a scopo professionale che amatoriale – che non prevedono il sorvolo di:
- zone congestionate (bisogna mantenere una distanza di almeno 150 metri da queste zone e di almeno 50 metri da persone non coinvolte nelle operazioni)
- infrastrutture sensibili (distanza di almeno 150 metri)
- agglomerati urbani (a meno che il drone non abbia un peso inferiore o uguale a 2 kg)
Tutte le operazioni vanno svolte in VLOS, la modalità di volo a vista.
Le operazioni critiche, che possono essere solamente professionali e non amatoriali, prevedono invece il sorvolo delle zone elencate poc’anzi, ovvero quelle proibite durante le operazioni non critiche.
Attenzione, però, agli assembramenti di persone: sorvolarli è severamente proibito anche in questo caso.
Durante alcune operazioni critiche è possibile utilizzare modalità di volo diverse dalla VLOS. Parliamo delle seguenti:
- EVLOS, dove il pilota principale viene affiancato da altri piloti, con i quali comunica via radio. Se necessario, i piloti APR di supporto possono prendere il controllo del drone.
- BVLOS, ovvero volo oltre la linea visibile. La vista del SAPR può essere nascosta al pilota da edifici, alberi e altro ancora. In alcuni casi, la linea visibile potrebbe essere anche l’orizzonte.
Come puoi immaginare, le operazioni miste prevedono sia lo svolgimento di operazioni critiche sia la messa in pratica di operazioni non critiche.
In conclusione
Pilotare un drone non è un gioco, poiché questo velivolo può causare incidenti e danni a cose e persone (specialmente se utilizzato da un inesperto, come un operatore improvvisato).
Prima di utilizzarlo è obbligatorio seguire un corso per piloti di APR accreditato ENAC. Inoltre, se si vuole utilizzare un drone a scopo professionale come facciamo noi di Overfly.me, bisogna anche conseguire un Permesso di volo e l’autorizzazione ENAC per operazioni specializzate critiche, non critiche e miste.
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