Riprese aeree invernali: condizioni meteo, stagionalità e contromisure

Professionalità e know-how devono essere dimostrate in qualunque situazione, in tutte le riprese aeree e in ogni servizio offerto, che si tratti di fotogrammetria con drone, piuttosto che ispezioni, o termografia. I fattori che possono influenzare le riprese sono molteplici, dalle condizioni meteorologiche, alla stagionalità, ma non per questo devono compromettere il risultato finale. Per assicurarsi un lavoro ben fatto è quindi sempre meglio rivolgersi ad operatori esperti e professionisti, in possesso di tutte le autorizzazioni e i riconoscimenti necessari a svolgere legalmente queste attività (condizione peraltro nella quale si trova pienamente lo staff di Overfly).

Saper volare con un drone in condizioni ottimali, non significa saperlo anche pilotare in condizioni avverse o particolari. L’inverno è una di quelle stagioni che può mettere seriamente a dura prova i piloti di droni, soprattutto se non professionisti e abituati a far fronte ad intemperie e difficoltà. Durante il periodo invernale, quando il meteo non è sempre e del tutto favorevole alle condizioni di volo, è necessario adottare una serie di accorgimenti e contromisure, per bilanciare a proprio favore le riprese aeree e sfruttare al meglio le caratteristiche di ogni macchina.

 

Riprese aeree invernali: valutazioni e considerazioni prima di spiccare il volo

Ancora prima di accedere i motori e iniziare a volare, sono necessarie delle valutazioni strategiche. Questo serve ad eseguire un lavoro a regola d’arte e garantire un certo livello di sicurezza. La sicurezza è un parametro di assoluto rispetto ed interesse in questo ambito, che non deve mai essere sottovalutato. Durante le riprese aeree invernali (ma anche in tutte le altre), sono tre  gli elementi cardine da valutare per volare in sicurezza: uomo, macchina e ambiente. Queste tre componenti devono interagire tra loro in modo continuo ed equilibrato.

Della componente ambientale, fanno parte le valutazioni sulle condizioni climatiche e metereologiche. Si tratta di un elemento esterno che influenza notevolmente le condizioni di volo. Quindi, prima di iniziare un lavoro è necessario controllare le condizioni meteo consultando i dati messi a disposizione dall’ ENAV (Ente Nazionale per l’Assistenza al Volo). Si tratta di informazioni rilasciate con cadenza regolare che riguardano previsioni e tempestive segnalazioni di fenomeni meteorologici ritenuti pericolosi per il volo.

Temperature, pioggia, neve, vento, nebbia, grandine, ecc… Sono tutti fattori da valutare per un volo in sicurezza e per avere la certezza del risultato finale.

Riprese aeree

Cosa stabilisce il regolamento ENAC

La valutazione delle condizioni meteo da parte del pilota, prima di iniziare qualunque operazione sono addirittura citate all’interno del regolamento ENAC (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile). Nella sezione “Generalitàart.5 Definizione e Acronimi, sezione Detect and Avoid (D&A) o Sense and Avoid (S&A) troviamo:

Detect and Avoid (D&A) o Sense and Avoid (S&A) : la capacità del pilota, tramite sistemi, di evitare collisioni a terra con veicoli ed aeromobili e collisioni in volo con altri utilizzatori dello spazio aereo, di rispettare le regole dell’aria, di evitare collisioni con il terreno, di evitare condizioni meteorologiche avverse, di rispettare i segnali visivi e di mantenere la pertinente visibilità e distanza dalle nubi in modo equivalente al See and Avoid previsto per gli aeromobili con pilota a bordo”

È quindi necessario considerare le condizioni meteo (temperatura, umidità, velocità e direzione del vento, visibilità, nuvolosità, fenomeni atmosferici, ecc…) e attenersi alle limitazioni prescritte dal manuale di volo.

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Diverse condizioni meteo, differenti droni

I lavori non sono tutti uguali, come non lo sono le condizioni meteo durante le quali si rende necessario operare. Di conseguenza scegliere un drone per un lavoro, piuttosto che un altro, deve tenere conto delle diverse necessità. Le peculiarità che li caratterizzano sono molteplici e tengono conto di diversi fattori. Tra questi ci sono anche le diverse condizioni meteo alle quale sono sottoposti e che devono fronteggiare.

Ogni Sistema Aeromobile a Pilotaggio Remoto (SAPR) è scelto in base alle diverse riprese aeree da effettuare e ad ogni singola circostanza. Questo che si tratti di operazioni critiche, piuttosto che non critiche. Ad esempio, in caso di neve è necessario utilizzare un drone resistente all’umidità. Infatti non deve subire in modo particolare il peso della neve che potrebbe accumularsi sulla scocca. Peso che porterebbe, come diretta conseguenza, a sforzare il motore e ad ulteriori abbassamenti di temperatura delle batterie, nonché ad infiltrazioni di acqua.

Anche le temperature dettano le proprie regole sull’utilizzo di un modello piuttosto che un altro. Ciascun SAPR risponde a determinate caratteristiche, tra le quali è presente la temperatura minima e massima di operatività sopportata durante il volo. Non rispettandola il rischio è quello di precludere un corretto funzionamento del mezzo, che porterebbe a non riuscire a concludere il lavoro.

Infine, in caso di vento, altro fattore determinante nel caso di riprese aeree invernali, è necessario un drone con una resistenza al vento piuttosto marcata. La resistenza è espressa in base alla scala di Beaufort con valori compresi tra 0, equivalente a “calma”, a 12, corrispondente a “uragano”. Se l’intensità del vento comunicata ad esempio dall’ENAC è uguale o superiore alla resistenza del drone, non è possibile procedere al volo.

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