PAL, NTSC e riprese aeree con droni: individuare il giusto formato di produzione

Riprese aeree con droni, PAL e NTSC: vediamo le caratteristiche che accomunano questi termini e, soprattutto, perché è importante conoscerne le singole peculiarità.

Quando giriamo delle riprese aeree con i droni, grande influenza da non sottovalutare è attribuita alla tipologia di formato che andiamo a registrare, sia per quanto riguarda la modalità di ripresa, sia per quanto riguarda la trasmissione ecc. Ecco perché dobbiamo prestare particolare attenzione alle impostazioni di camera: PAL o NTSC?

  • PAL: maggiormente diffuso in Europa, questo formato si basa su multipli di framerate di 25, quindi avremo la possibilità di girare a 25 o 50 o 100 fps e così via.
  • NTSC: questa modalità nasce invece in America, dove trova grande riscontro e diffusione. Girando in questo formato, i multipli di fps sono di 30, potremmo perciò effettuare le nostre riprese a 30 o 60 o 90 o 120 fps. E attenzione, perché spesso e volentieri i droni non propongono nell’immediato la registrazione in questa misura.

Ma cosa cambia tra questi due formati?

Le differenze di base non sono così abissali, quello che però importa e anche molto, è la finalità del video che stiamo girando con il drone: registrare in PAL o NTSC significa selezionare già una tipologia di trasmissione successiva, sia a livello di emittenti, di canali web, che di clientela, ecc.

Ecco perché raccomandiamo vivamente di informarsi sull’utilizzo del video che andremo a produrre con i droni: solo così potremo decidere quale formato dei due sarà più adatto al nostro caso ed eviteremo spiacevoli limitazioni una volta realizzato.