Fotogrammetria aerea: ieri e oggi, queste le differenze

Che cos’è la fotogrammetria aerea (aerofotogrammetria) e come si è evoluta nel tempo.

Una delle procedure più in voga negli ultimi tempi è la fotogrammetria con drone, che consente la cattura di immagini in maniera rapida, particolareggiata e allo stesso tempo a basso costo rispetto alle modalità tradizionali.

Il rilievo fotogrammetrico, e in particolare la fotogrammetria aerea, è una delle procedure maggiormente richieste nel campo della cartografia, della geologia e in tantissimi altri settori, come il settore cinematografico e quello militare.

Ma che cos’è, nello specifico, la fotogrammetria aerea e quali sono le differenze tra le tecniche odierne e quelle passate? Continua a leggere per scoprire tutto a riguardo!

Cos’è l’aerofotogrammetria, detta anche fotogrammetria aerea.

Cosa è la fotogrammetria con drone

Quando parliamo di fotogrammetria comprendiamo tutte le tecniche che si occupano di svolgere misurazioni di oggetti del mondo reale e di caratteristiche del terreno a partire dalle immagini. La definizione ufficiale di fotogrammetria è la seguente:

“La fotogrammetria è l’arte, la scienza e la tecnologia per ottenere informazioni affidabili sugli oggetti fisici e sull’ambiente attraverso processi di registrazione, misurazione e interpretazione di immagini fotografiche e modelli di energia elettromagnetica radiante registrata e di altri fenomeni” (Wolf e Dewitt, 2000; McGlone, 2004).

Esistono principalmente due tipi di fotogrammetria: quella aerea e quella terrestre. La fotogrammetria terrestre si occupa di rilevare oggetti fino a circa 200 m di distanza; non a caso viene altresì detta fotogrammetria a distanza ravvicinata.

La fotogrammetria aerea si realizza montando delle apparecchiature fotografiche industriali su velivoli, come aerei o droni, che volano al di sopra dell’area da analizzare scattando foto dettagliate da molteplici angolature. Le foto possono essere sia a distanza che ravvicinate, ma vengono comunque scattate in volo da apparecchi professionali appositamente studiati per svolgere questo compito.

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Fin dall’antichità, gli uomini hanno sentito il bisogno di utilizzare la fotografia aerea, che li ha aiutati in diversi settori.

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Quando è nata l’aerofotogrammetria e perché è utile?

La fotogrammetria ha il suo campo di applicazione principale nella realizzazione di mappe topografiche bidimensionali e tridimensionali. La sua nascita risale al 1849, ma se parliamo di fotogrammetria aerea dobbiamo spostarci un po’ più avanti nel tempo, quasi 10 anni dopo.

Nel 1858 Aimé Laussedat, l’ideatore della fotogrammetria, sperimentò per la prima volta la fotografia dall’alto delle aree interessate, ideando quindi l’aerofotogrammetria.

Questa tecnica venne approvata in maniera ufficiale dalla Reale Accademia delle Scienze esatte, fisiche e naturali di Madrid nel 1862, e da lì venne largamente utilizzata in moltissimi settori, ma in particolar modo in quello militare e nella cartografia.

Ma, nel 1800, come si scattavano le fotografie aeree a delle zone di interesse?

La fotogrammetria aerea storica: le mongolfiere come mezzo per catturare immagini dall’alto.

fotogrammetria aerea con mongolfiere o riprese con drone

Essendo l’aeroplano nato nel 1903, mentre la prima fotogrammetria aerea risale al 1858, avrai sicuramente pensato che il mezzo con cui venivano inizialmente scattate le foto aeree fosse la mongolfiera. E hai azzeccato perfettamente: la fotogrammetria aerea storica si svolgeva mediante l’utilizzo di aerostati, e trovò vasta applicazione nel settore bellico.

Pensa che Napoleone III ordinò una ricognizione con questa particolare procedura nel 1859, durante la celebre Battaglia di Solferino e San Martino.

È proprio dal mezzo utilizzato per compiere rilievi fotogrammetrici e dai campi di applicazione che possiamo iniziare a elencarti le differenze tra l’aerofotogrammetria passata e moderna.

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1) Differenze tra fotogrammetria aerea tra ieri e oggi: i mezzi utilizzati per scattare le fotografie.

Come hai potuto leggere, le mongolfiere sono state i primi mezzi usati per la fotogrammetria aerea, seguite immediatamente dopo dagli aerei e perfino dai piccioni viaggiatori. Successivamente, la tecnologia ha portato a ulteriori sviluppi dell’aerofotogrammetria, e all’utilizzo di ulteriori mezzi oltre gli aerei, come i seguenti:

  • satelliti,
  • elicotteri quadrirotori,
  • Aeromobili a pilotaggio remoto (APR) o Sistemi aeromobili a pilotaggio remoto (SAPR), ovvero i droni. Il rilievo fotogrammetrico con drone è attualmente il più utilizzato in quanto si tratta di un lavoro rapido, estremamente preciso ed economicamente vantaggioso.

Naturalmente le mongolfiere e i piccioni viaggiatori sono stati abbandonati non appena è stato possibile…

2) I campi di applicazione dell’aerofotogrammetria.

Durante i primi decenni dalla sua nascita, la fotogrammetria aerea veniva utilizzata principalmente in ambito bellico e nella cartografia.

Al giorno d’oggi i campi di applicazione sono tantissimi. Ecco, di seguito, qualche esempio:

  • Rilievo topografico e cartografia
  • Archeologia
  • Geologia
  • Architettura
  • Ingegneria
  • Operazioni poliziesche e investigative
  • Giurisprudenza
  • Agricoltura
  • Edilizia e indagini sull’abusivismo
  • Prevenzione incendi e altre catastrofi
  • Ricerca di guasti e malfunzionamenti su strutture e infrastrutture

E tanto altro ancora. Il settore militare rimane ancora ben presente, ma accompagnato da numerosi settori industriali (e non).

3) L’elaborazione delle fotografie aeree ieri e oggi.

Dal suo sviluppo, nella seconda metà del 1800, l’aerofotogrammetria è passata da una tecnica analogica, ottico-meccanica, a metodi analitici basati su soluzioni computerizzate di algoritmi matematici.

Attualmente, le immagini aeree sono puramente digitali e l’analisi e l’elaborazione dei dati si svolgono esclusivamente al computer. Le procedure analogiche sono state completamente sostituite da quelle digitali, che garantiscono lavori più precisi, elaborati e rapidi rispetto alla fotogrammetria aerea storica.

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La misurazione di coordinate, la quantificazione di distanze, altezze, aree e volumi, la preparazione di mappe topografiche e la generazione di modelli altimetrici digitali e ortofotografie sono quindi puramente digitali e l’utilizzo di software fotogrammetrici è indispensabile per la buona riuscita del lavoro.

Naturalmente l’uomo sta alla base di questi processi, poiché è lui l’ideatore dei software, dei dispositivi digitali, delle telecamere e dei velivoli con cui si svolge l’aerofotogrammetria. Ma la mole di dati che si ottiene dalle rilevazioni viene elaborata digitalmente in maniera celere e particolareggiata, adattandosi agli obiettivi di ogni singolo lavoro.

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In conclusione

La fotogrammetria aerea si è evoluta nel tempo, di pari passo con la tecnologia. Noi di Overfly.me riconosciamo l’importanza di questa tecnica e siamo specializzati nel rilievo fotogrammetrico con drone: possiamo vantare un team di specialisti del settore con, alle spalle, oltre 140 rilievi fotogrammetrici svolti in più di 70 aree tra infrastrutture, cantieri edili, siti archeologici e geologici.

Non aspettare oltre: contattaci subito per richiedere il nostro servizio di fotogrammetria con drone e richiedere un preventivo personalizzato e senza impegno. Ti aspettiamo!