Riprese aeree per il catasto: i droni contro l’abusivismo

Finora abbiamo visto quanto e come i SAPR possono essere utili in ambito civile, tecnico, industriale e per la sicurezza di persone e cose. Sono impiegati in diversi ambiti: dalle ispezioni di oleodotti alla mappatura amianto, dalla valutazione dello stato di conservazione delle coperture, fino alle ispezioni della rete ferroviaria. Strumenti innovativi e tecnologici, che hanno semplificato il lavoro in molti settori, abbassando i costi per i controlli e la manutenzione ordinaria e straordinaria. Si tratta di macchine che trovano applicazione in moltissimi diversi ambiti e, il loro impiego, torna utile a diversi livelli. Uno di questo, a cui non sempre si pensa, è quello che riguarda la lotta contro l’abusivismo edilizio. Una piaga che affligge l’Italia da tempo immemore.

Overfly in questo, come in molti altri ambiti, mette al servizio dell’amministrazione competente, le proprie conoscenze e l’esperienza decennale sul campo. Per informazioni, perlustrazioni, ispezioni, noleggio e riprese i nostri recapiti sono disponibili nella pagina contatti.

 

 

Case fantasma!

Nonostante sia un fenomeno in diminuzione, l’abusivismo in Italia è tutt’oggi presente. Le cosiddette “case fantasma” sono purtroppo ancora ben presenti nel Bel Paese, a dispetto della “bonifica” effettuata dall’amministrazione catastale nel 2012. Durante quell’anno, infatti, il Catasto italiano decise di impiegare mezzi aerei per sorvolare l’intero territorio nazionale, alla ricerca di difformità con le mappe depositate negli archivi.

Riprese aeree

Al tempo vennero impiegati degli elicotteri e dei piccoli aerei che solcarono i cieli d’Italia per scovare eventuali abusi edilizi. Grazie ai rilievi e alle riprese aeree, il catasto raccolse una serie di informa

 

zioni molto utili ad individuare edifici e strutture abusive. L’operazione rivelò, infatti, oltre 2 milioni di particelle non dichiarate e circa 1,2 milioni di unità immobiliari abusive. Per lo più si trattava di abusi edilizi risalenti all’attività edilizia dal 1939 al 2012. Abusi che hanno rappresentato un’evasione fiscale pari a 600 milioni l’anno del gettito Imu! Cifre astronomiche! Un’operazione simile è stata riprocessata nel 2018, stavolta però utilizzando i droni per riprese aeree più veloci, efficaci ed economiche.

 

 

Riprese aeree con droni: l’arma vincente per il catasto

Con l’avvento dei SAPR, il Catasto italiano ha capito di poter sfruttare la grande potenzialità di queste piccole e leggerissime macchine, per scovare ancora eventuali abusi edilizi sul territorio italiano. L’Italia, infatti, sembra essere, ancora oggi, uno dei paesi maggiormente devastati dalla piaga dell’abusivismo edilizio. I droni hanno reso il lavoro del catasto più semplice e snello. È diventato un lavoro “chirurgico”, visto che i SAPR, molto più piccoli e versatili, possono scovare strutture ed edifici in zone difficilmente perlustrabili e/o accessibili.

Grazie ai droni è possibile pianificare missioni di volo aerofotogrammetriche per acquisire dati e, successivamente, produrre ortofoto, indispensabili a scovare abusi procedendo ad effettuare confronti con le mappe catastali depositate. Impiegato i droni per le riprese aeree, il catasto è riuscito ad ottenere di più, spendendo meno. I voli e le riprese con i droni costano, infatti, molto meno, rispetto ai voli di aerei tradizionali. Inoltre un SAPR, riesce a svolgere indagini molto più selettive, rispetto ad un aereo tradizionale. Questi strumenti sono infatti in grado di eseguire rilievi e perlustrazioni in aree molto più ristrette e difficilmente accessibili.

Progetto CAT-APR

A seguito dell’imponente operazione avvenuta nel 2012 ad opera del catasto, nel 2016 è stato pubblicato un documento intitolato: “I droni nelle applicazioni catastali: possibili impieghi”. Lo studio riguarda un progetto di collaborazione scientifica, chiamato progetto CAT-APR, tra l’Agenzia delle Entrate e il Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio (DIST) del Politecnico e dell’Università degli Studi di Torino. Gli autori del progetto sono Flavio C.Ferrante e Gabriele Garnero. I due autori hanno scritto che il loro intento è quello di “… Proporre una riflessione sulle effettive possibilità, in un futuro non troppo lontano, del recepimento di queste tecnologie all’interno delle attività catastali, in modo da consentire le economie e i positivi riscontri della misura fotogrammetrica all’interno delle procedure di conservazione del Catasto italiano”.

Un progetto semplice ed ambizioso che ha riscosso un notevole successo negli anni successivi. Un progetto che è stato preso ad esempio anche in molti altri paesi stranieri. Oltre all’Italia, infatti, sono innumerevoli gli Stati che si sono resi conto dei grandi vantaggi offerti dai droni e dall’ aerofotogrammetria in queste situazioni.

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