Riprese con drone e monitoraggio dei corpi franosi

Le riprese con drone aiutano a monitorare e preventivare gli eventuali dissesti e i corpi franosi. In Italia questo fenomeno è, purtroppo, largamente diffuso. Ci troviamo infatti su un territorio particolarmente soggetto a dissesti e frane. La frana è definita come un movimento di roccia, detrito o terra lungo un versante, sotto l’azione della gravità. Anche in questo settore, i droni possono fare la differenza. Già ampiamente utilizzati nel monitoraggio ambientale, segnano un altro punto a favore dell’innovazione nei programmi di prevenzione e sicurezza. Quasi tutte le regioni italiane, soprattutto quelle appenniniche, sono alle prese con fenomeni di destabilizzazione dei versanti, o delle coste. Problemi che sempre più spesso coinvolgono anche i centri urbani, strutture ed infrastrutture. In questo pericoloso e fragile contesto, entrano in gioco i SAPR di Overfly. Strumenti di precisione che, nelle mani giuste, possono aiutare a prevenire frane, crolli, ribaltamenti e scivolamenti improvvisi dei terreni. Rivolgersi al nostro staff, significa assicurarsi una collaborazione con esperti professionisti del volo e del monitoraggio dell’ambiente. Siamo sempre a completa disposizione per informazioni, preventivi e sopralluoghi. I nostri recapiti sono disponibili nella pagina contatti.

Le varie tipologie di movimento della terra

Le frane non sono tutte uguali, anche se, ciascuna di loro, può essere oggetto di interessanti riprese con drone per monitorarne lo stato e l’avanzamento. Le frane sono classificate in diverse tipologie di dissesti:
  • Crollo – Massa di terra che si stacca da un versante molto acclive e che, successivamente, si muove per caduta libera, rimbalzo, rotolamento.
  • Ribaltamento – Rotazione in avanti, verso l’esterno del versante, di una massa di terra o
  • roccia, intorno ad un punto situato al di sotto del baricentro della massa spostata.
  • Scivolamento Rotazionale – Movimento verso la base del versante di una massa di terra o roccia. Questa avviene per deformazioni di taglio lungo una o più superfici, oppure entro uno spessore limitato di materiale.
  • Scivolamento planare – Movimento verso la base del versante di una massa di terra o roccia. Avviene per deformazioni di taglio lungo una o più superfici o entro uno spessore limitato di materiale.
  • Espansione – Estensione e lieve subsidenza di un livello coesivo o di un ammasso roccioso in seguito alla deformazione e allo spostamento di un livello meno competente sottostante.
  • Colata – Movimento distribuito in maniera continua all’interno della massa spostata.
Riprese con drone

Riprese con drone e classificazione delle frane

Qualunque sia la tipologia di frane avvenuta (colata, espansione, ribaltamento, ecc…) le riprese con drone possono aiutare a capire meglio come e perché è avvenuta. Raccogliere dati relativi alle frane e agli smottamenti, aiuta i tecnici a prevenire gli stessi fenomeni, in futuro. I SAPR riescono infatti a sorvolare, riprendere e immagazzinare una grandissima quantità di dati. Dati che, successivamente, possono essere elaborati e studiati per capire i vari movimenti del terreno. Il progetto IFFI (Inventario dei fenomeni franosi in Italia) consiste in una mappatura delle frane del nostro paese. Da questa è possibile trarre una classificazione dei fenomeni e delle varie tipologie di dissesto. Le riprese con droni hanno aiutato, e continuano tuttora a farlo, a redigere questa attenta mappatura. Il monitoraggio delle frane permette di controllare le aree maggiormente vulnerabili e potenzialmente interessate da questa tipologia di evento. La mappa prevede una classificazione a colori, a seconda del diverso indice di franosità:
  • verde
  • giallo
  • arancione
  • rosso
  • marrone
Oltre a questa classificazione, le frane possono essere suddivise in:
  1. attive – corpo franoso in movimento al momento dell’osservazione
  2. riattivate – corpo franoso che riacquista movimento dopo un periodo di inattività
  3. sospese – al momento non in movimento, ma che si sono mosse nell’ultimo ciclo stagionale
  4. inattive – movimento registrato prima dell’ultimo ciclo stagionale
  5. stabilizzate – corpi franosi senza alcuna possibilità di riattivazione (risultato naturale o artificiale)
Riprese con drone

Riprese con droni: perché affidarsi ai SAPR

L’impiego dei SAPR nelle riprese aeree dei corpi franosi, è ormai diventata prassi comune. Il drone infatti, ha risolto molti problemi legati a questa particolare tipologia di monitoraggio. Basti pensare, ad esempio che, grazie ai droni, è possibile raggiungere delle aree inaccessibili a causa della frana o del dissesto avvenuto. Inoltre permettono di cambiare facilmente e in breve tempo, il punto di osservazione dell’evento. È possibile ottenere viste frontali, nell’interezza del fenomeno avvenuto, oppure laterali, o dall’alto. In alcuni casi, quando i droni si trovano a sorvolare una frana attiva, possono trasmettere e riprendere anche l’evento in diretta. I dati raccolti sono una fonte inestimabile di spunti ed elementi da studiare per prevenire in futuro i medesimi episodi.

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