ENAC si rivolge all’ Associazione Nazionale Comuni Italiani per dire basta all’abusivismo.
Un’ informativa inviata da ENAC all’ANCI (Associazione Italiana Comuni Italiani) in data 14/03/2015 segna un’importante punto di svolta per l’industria del lavoro aereo svolto mediante aeromobili a pilotaggio remoto.
Ora tutti i comuni italiani sono formalmente informati: l’impiego di droni per attività di monitoraggio aereo, di cui le amministrazioni spesso si avvalgono per rilievi aerofotogrammetrici o ambientali, è considerato lavoro aereo a tutti gli effetti e, al pari di quello svolto per mezzo di aeromobili con pilota a bordo, deve essere svolto in ottemperanza a quanto disposto in materia dall’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile.
In parole povere: le operazioni di volo possono essere svolte esclusivamente da operatori riconosciuti / autorizzati da ENAC, e dai relativi piloti.
Mettendo al centro della missiva la necessità di effettuare operazioni di lavoro aereo nel massimo della sicurezza, e quindi tramite operatori qualificati e riconosciuti da ENAC, viene anche ricordato come il committente delle operazioni (in questo caso, i comuni) sia corresponsabile rispetto al lavoro svolto da eventuali piloti/droni/operatori non autorizzati.
Quindi, se un comune italiano commissiona dei lavori ad un abusivo, potrebbe essere ritenuto corresponsabile qualora si verificasse un incidente, piccolo o grande che sia.
Un enorme passo avanti per l’intera filiera legata al lavoro aereo svolto mediante aeromobili a pilotaggio remoto, che viene finalmente tutelata nell’interesse della sicurezza di tutti, e nella la prospettiva di un’industry con grandi capacità occupazionali ed economiche.
Su questa pagina il testo integrale della lettera inviata da ENAC all’Associazione Nazionale Comuni Italiani.

