SAPR e nuova circolare ATM-09 in vigore dal 31 Marzo per droni categoria OPEN

L’ENAC, Ente Nazionale Aviazione Civile, ha pubblicato la nuova circolare ATM-09 che è entrata in vigore il 31 marzo di quest’anno. La circolare si è prefissa di regolare gli spazi di volo nei pressi degli aeroporti e l’accesso dei droni categoria OPEN, all’interno delle strutture aeroportuali. A questa seguiranno sicuramente altri documenti, norme e circolari da parte della UAS-IT, cioè l’autority nazionale, anche per l’adeguamento della terminologia che ha visto sostituire il comune acronimo SAPR in UAS. La circolare prende il nome di: “CRITERI D’IMPLEMENTAZIONE E PROCEDURE PER ZONE GEOGRAFICHE” e, volendo semplificarne e riassumere il contenuto, norma i criteri di implementazione delle zone geografiche, definendo gli spazi aerei nelle vicinanze degli aeroporti, eliporti civili e militari e le relative regole di accesso dei droni alle strutture aeroportuali.

Entrata in vigore da pochi giorni, la circolare ATM-09 sostituisce la precedente del 17 maggio 2019, che entrò in vigore dal primo luglio 2019.

Nulla varia rispetto al passato per quanto riguarda la regolamentazione degli spazi aerei nazionali. Questi infatti rimangono sempre sotto la competenza dell’ENAC. La circolare ATM-09 nelle prime righe infatti sancisce:

“Il Regolamento (UE) 2019/947, concernente norme e procedure per l’esercizio di aeromobili senza equipaggio, all’articolo 15 prevede che gli Stati membri possono definire determinate zone geografiche nelle quali sono vietate o regolamentate alcune operazioni UAS.”

SAPR e accesso alle zone geografiche vicino agli aeroporti

La prima parte della circolare è improntata a definire le zone geografiche. Alla sezione 5, paragrafo 1, sono stabilite le zone geografiche stesse e le relative operazioni possibili e vietate:

  • vietate operazioni UAS della categoria aperta
  • permesse invece le operazioni UAS (SAPR) della categoria specifica e certificata

Poco dopo, al paragrafo 5.3 è specificato:

  • le zone P e D sono vietate alle operazioni UAS
  • nelle zone R invece sono vietate le operazioni UAS attive

sono comunque possibili eventuali deroghe, sempre in base a specifiche certificazioni e autorizzazioni (alcuni casi sono già contenuti nelle circolari ENAC e ATM). Inoltre la circolare specifica che tutte le informazioni dettagliate, relative a qualunque area geografica così come definita dalla circolare stessa, saranno rese pubbliche direttamente in formato digitale sul sito d-flight.

SAPR

Classificazioni zone aeroportuali

La circolare definisce norme diverse in base ai diversi aeroporti. Questi infatti sono classificati in base alla tipologia di accesso che può essere a vista (VFR) oppure strumentale (IFR). Le dimensioni sono maggiori negli aeroporti con accesso strumentale IFR, vale a dire con procedure strumentali di volo. Le limitazioni delle zone geografiche saranno attive negli orari di apertura dell’aeroporto.

Classificazione a colori

Il pilota di droni che desidera effettuare un’operazione con il proprio SAPR deve prima di tutto verificare sul portale www.d-flight.it e approfondire poi le informazioni sul sito dell’ENAV alla sezione cartografia AIP per verificare quali siano i limiti o gli eventuali divieti della determinata zona di interesse.

La circolare ha definito le aeree suddividendole per colori:

  • Rosse partono da 0 metri sino a UNL (Unlimited)
  • Arancioni partono da 25 metri sino a UNL (Unlimited)
  • Gialle partono da 45 metri sino a UNL (Unlimited)
  • Azzurre (colorazione di D-flight) partono da 60 metri sino a UNL (Unlimited)
  • Nelle Aree senza colorazione (sempre su D-Flight) l’altezza massima del drone o UAS sarà di 120 metri.

SAPR e accesso al sedime aeroportuale

Anche in questa circolare è precisato che il sedime aeroportuale non è assolutamente accessibile. La circolare ribadisce anche il concetto di sedime aeroportuale definendolo come “l’insieme delle aree destinate a soddisfare le finalità pubbliche del trasporto aereo, così come individuate nel Piano di Sviluppo Aeroportuale (PSA)”

Invece le operazioni Specific e le operazioni Certified condotte con SAPR possono ottenere eventuali permessi e concessioni previa autorizzazione rilasciata dall’ENAC. La norma infatti specifica che le eventualità per le quali è possibile ottenere delle deroghe:

“per specifiche esigenze connesse con la gestione delle attività aeroportuali sugli aeroporti civili e sugli aeroporti militari aperti al traffico civile (es. ispezione pista e infrastrutture, controllo sistemi luminosi e radioassistenze, rilievi aerofotogrammetrici, controllo avifauna, ispezione aeromobili, ecc…)”

A tal proposito ottenute le eventuali concessioni del caso gli operatori SAPR devono coordinarsi con la torre di controllo dell’aeroporto utilizzando l’adeguata frequenza radio.

Richiesta di riserva degli spazi aerei

La circolare ATM-09, al paragrafo 8, stabilisce anche le procedure da seguire affinché un pilota di SAPR possa richiedere la riserva di uno spazio aereo, vicino o meno ad un aeroporto.

Questa infatti stabilisce che:

8.1 Quando emerge la necessità di una riserva di spazio aereo per lo svolgimento delle operazioni UAS, di norma nei seguenti casi:

  1. a) all’interno delle zone geografiche nelle vicinanze degli aeroporti come definite al paragrafo 6,
  2. b) nell’ambito della valutazione di rischio secondo l’art. 11 del Reg. (UE) 2019/947
  3. c) nel rimanente spazio aereo oltre l’altezza di 120 mt dal punto più vicino alla superficie terrestre, l’operatore UAS deve tener conto del nulla osta relativo all’utilizzo dello spazio aereo rilasciato da parte dell’ENACDirezione Aeroportuale competente per territorio o dell’Aeronautica Militare, a seconda dei casi, secondo quanto previsto ai paragrafi 8 e 9 della presente circolare.

In caso accettazione della domanda potrebbe venir emesso un NOTAM della durata massima di 90 giorni eventualmente estendibile di altri 30.

SAPR

8.2 Tali operazioni sono quindi condotte all’interno di una zona temporaneamente regolamentata (R), istituita secondo le procedure indicate nel successivo paragrafo 9. Tali zone saranno rese pubbliche sia tramite il Servizio di Informazioni Aeronautiche (NOTAM e/o Supplemento AIP-Italia) per gli aspetti riguardanti gli aeromobili con equipaggio, sia tramite il sito d-flight per gli aspetti riguardanti gli UAS.

Richiedere una riserva di spazio: ecco come fare

Quindi nella sezione 8 della circolare sono spiegate le procedure per richiedere una riserva di spazio aereo. Queste cambiano a secondo della competenza dello spazio aereo interessato: civile, militare, ecc…

Le tempistiche per richiedere le riserve variano da caso a caso, andando dai 15 fino a 35 giorni prima dell’inizio delle operazioni con droni.

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