Riprese con drone senza patentino: Cosa dice la legge e quali conseguenze ci sono

Le riprese con drone senza patentino, sono possibili? Cosa dice la legge al riguardo? E quali sono le conseguenze per chi pilota droni senza patentino? Domande che, fino a luglio 2020, potevano dare adito a risposte diverse. Tutto cambiava a seconda del tipo di drone che si voleva far volare, dell’eventuale qualifica del pilota e dell’utilizzo del SAPR stesso. Oggi, per fortuna, la questione è semplificata dal nuovo regolamento che è entrato in vigore a partire dal primo gennaio 2021.

Un regolamento che ha fatto luce e chiarezza su molti diversi aspetti e che ha puntualizzato una regola molto semplice: per pilotare qualsiasi drone di peso compreso tra i 250 grammi e i 25 chili, serve sempre il patentino. Questa norma ha semplificato moltissimo la vita ai professionisti del cielo. Niente più concorrenza illecita, approssimazione nei voli e risultati scadenti. Adesso per volare bisogna saperlo fare sul serio. Una sicurezza in più per tutti i clienti che vogliono usufruire dei servizi eseguibili con i SAPR (non solo foto/video, ma anche fotogrammetria aerea e ispezioni con drone). Resta comunque ancora una domanda a cui rispondere: quali sono le conseguenze per chi pilota un drone senza patentino?

Riprese con drone senza patentino: conseguenze amministrative e penali

Oggi, pilotare un drone senza aver conseguito l’Attestato di Pilota Apr per Operazioni Non Critiche, soprannominato Patentino Online, ha delle conseguenze amministrative e penali. La legge non ci è andata giù leggera questa volta e ha previsto delle conseguenze piuttosto dure nei confronti di chi si fa trovare a far volare un SAPR sprovvisto del relativo patentino.

Infatti, chi contravviene alle disposizioni rischia fino a 1032€ di multa e fino ad 1 anno di arresto.

Questo è quanto stabilito dall’articolo 30 del Regolamento ENAC e dall’articolo 1216 del Codice della Navigazione, a cui l’articolo 30 ENAC fa riferimento.

Vogliamo citarvi l’articolo 1216 del codice della Navigazione, al quale, abbiamo detto, si rifà l’articolo 30 del regolamento ENAC:

riprese con droni

“Art. 1216 (Navigazione senza abilitazione).

 L’armatore, che impiega una nave o un  galleggiante  non  abilitati alla navigazione ovvero senza che siano stati rilasciati i  documenti comprovanti l’esistenza dei requisiti di navigabilità, è punito con l’arresto fino a un anno ovvero con l’ammenda fino a lire diecimila. Alla stessa pena soggiace l’esercente, che  impiega  un  aeromobile non  abilitato   alla   navigazione   ovvero   con   certificato   di navigabilità ((. . .)) che non sia in vigore. La stessa disposizione  si  applica  al  comandante  della  nave  o dell’aeromobile, ma la pena è diminuita in misura non  eccedente  un

terzo.”

Nell’articolo ancora si faceva riferimento alle lire, ma con l’articolo 30 del regolamento ENAC, la quotazione è stata aggiornata con gli euro.

Riprese con drone: cosa serve per volare in regola

Quindi, anche chi decide di far volare un SAPR per scopi ludici, deve obbligatoriamente mettersi in regola con la legge. I rischi, come abbiamo visto, sono particolarmente alti.

Ma non basta aver conseguito l’Attestato di Pilota A1/A3 o A2 

Per far volare un SAPR serve anche un’assicurazione specifica, la registrazione del pilota e del drone sul sito ENAC, la creazione e l’applicazione di un codice QR-Code stampato ed incollato al drone.

Ricordiamo comunque che si sta parlando di specifiche necessarie per chi intende far volare i SAPR in modo amatoriale, per diletto e svago e non per chi, come OverFly.me srl, svolge un’attività professionale con questi strumenti.

Quindi, nel caso in cui si voglia far volare un drone per scopi “hobbistici” serve un’assicurazione sulla persona e non sui droni. Un’assicurazione a proprio nome, copre anche tutti i droni di proprietà. Costa poco, anche meno di 40€, ma è molto importante stipularne una perché le sanzioni previste per volare senza assicurazione vanno dai 50.000 ai 100.000 euro.

Dopo l’assicurazione è necessario poi registrarsi sul sito d-flight. Portale di appoggio dell’ENAC che offre supporto ai piloti professionali e non. Sul sito si deve registrare i propri dati personali, oltre ad ogni singolo drone di proprietà. La registrazione di ogni drone costa circa 6€ a macchina. Con la registrazione è conferito il QR-Code, che altro non è che una specie di targa per i droni. Con questo codice, infatti, è possibile risalire al proprietario del drone .

riprese con droniTi conviene davvero rischiare?

Non è solo una questione di sanzioni amministrative, ma piuttosto circostanze di sicurezza e professionalità.

Le sanzioni  “colpiscono” i piloti, come è ovvio. Ma pochi sanno che, nel caso di operazioni con drone ilelcite commissionate e condotte per finalità lavorative,  il Committente viene ritenuto dalla legge come corresponsabile dell’illecito.

Facciamo un esempio.

La Mario Rossi Pavimenti spa (nome di fantasia) incarica un sedicente “pilota autorizzato” per ispezionare la copertura di un fabbricato danneggiato dalla grandine. Durante il volo, il pilota incaricato perde il controllo del drone, facendolo precipitare su una vettura di passaggio. Nessun ferito, ma parabrezza rotto.

Viene chiamata la Polizia Locale, che redige un verbale annotando come il volo non fosse stato condotto secondo la vigente normativa (limita di quota, di peso del drone, di sorvolo di terzi etc).

Si tratta di illeciti di natura penale ed amministrativa, ed il Committente sarà coinvolto con un procedimento a proprio carico.

State valutando di operare voli con un drone oltre quanto previsto dalla legge, in termini di attestati di volo, autorizzazioni specifiche, spazi aerei vietati, etc etc? Non lo fate, decisamente.

Rivolgetevi solo ed esclusivamente a chi svolge l’attività di riprese con drone in modo professionale e serio.


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