Termografia con drone per ispezione delle celle fotovoltaiche

L’argomento delle ispezioni con drone degli impianti fotovoltaici, merita più di un approfondimento. Si tratta infatti di un monitoraggio specifico che richiede strumenti, tecnica e capacità. Per controllare l’efficienza e il corretto funzionamento di un impianto fotovoltaico (soprattutto di uno industriale) serve conoscere a fondo la termografia, nonché il mondo dei SAPR. Fino a qualche anno fa, le ispezioni degli impianti, venivano fatte da terra, o pagando molti soldi per sorvolare le aree da ispezionare con elicotteri. Oggi per fortuna, l’introduzione dei droni in questo settore, ha portato ad una semplificazione e velocizzazione dei controlli. Costano meno, sono più precisi e sicuri per tutti, nonché rapidi e senza intoppi. Ma per eseguire materialmente un’ispezione di un impianto occorrono conoscenze specifiche. Know-How che Overfly.me ha  acquisito negli anni, diventando un punto di riferimento per la termografia con drone applicata agli impianti fotovoltaici.

Per avere maggiori informazioni e preventivi (senza impegno) si servizi offerti, vi invitiamo pertanto a contattare il nostro staff. Nel frattempo vediamo più nel dettaglio come avviene materialmente un’ispezione di un pannello fotovoltaico.

Cos’è e come si misura l’irraggiamento solare

Non tutte le termocamere sono adatte a controllare e monitorare un impianto fotovoltaico. Abbiamo già visto, nell’articolo “Ispezioni con drone di impianti a pannelli fotovoltaici” com’è fatto un pannello fotovoltaico, quindi siamo consapevoli di quanto possa essere complicata e delicata la sua struttura. Affinché possa esserci un corretto contrasto termico nell’analisi del campo delle celle solari, è necessario che l’irraggiamento solare sia uguale o maggiore di 500 W/mq. I migliori risultati si ottengono quando l’irraggiamento arriva a 700W/mq. L’irraggiamento solare è la potenza istantanea che incide su una superficie espressa con l’unità di misura kW/mq.

L’irraggiamento è solitamente misurato con l’ausilio di un piranometro (che misura la radiazione globale), oppure con un pireliometro (che misura la sola componente diretta). In generale comunque l’irraggiamento è influenzato dalla posizione della superficie da controllare, nonché dalle condizioni metereologiche locali. Questo significa che temperature esterne molto basse, possono incrementare il contrasto termico. Questo è sicuramente un dato che la termografia con drone deve tenere in considerazione.

Termografia con drone

Termografia con drone con termocamere ad infrarossi

Come abbiamo accennato nel paragrafo precedente, non tutte le termocamere sono quindi adatte per eseguire una termografia con drone dei pannelli fotovoltaici. I pannelli fotovoltaici sono fatti con il silicio e ricoperti da una sottile lastra di vetro che serve a proteggere il materiale semiconduttore. Il vetro di rivestimento però può portare ad un rilevamento inesatto, o comunque poco preciso, se non è utilizzata una termocamera specifica.

Affinché le differenze di temperatura tra la superficie del vetro e il calore nelle celle sottostanti, siano visibili, le termocamere utilizzate per la termografia con drone deve avere una sensibilità termica pari a ≤0,08K. Molto spesso per visualizzare correttamente le più piccole differenze di temperatura presenti nelle immagini termiche, occorrono delle correzioni manuali di livello e campo.

Per questo motivo Overfly.me dispone di SAPR che montano termocamere dotate di un avanzato software integrato che fornisce un’immagine nitida senza la necessità di interventi da parte dell’utente.

Gli strumenti utilizzati dal nostro staff consentono di ottimizzare automaticamente il contrasto dell’immagine in inquadrature ad elevata gamma dinamica. In questo modo l’immagine termica non ha bisogno di essere tarata manualmente. Le termocamere montate sui SAPR Overfly.me sono quindi lo strumento migliore per effettuare ispezioni con drone dei pannelli fotovoltaici dei vari impianti.

Termografia con drone

Posizionamento delle termocamere

L’esecuzione della termografia con drone richiede che le termocamere inquadrino gli oggetti e le superfici da rilevare con una certa inclinazione. I pannelli fotovoltaici in silicio sono protetti da una sottile lastra di vetro trasparente. Il vetro non è un materiale facile sul quale effettuare dei rilievi. Questo perché i riflessi sul vetro sono speculari. La loro specularità fa sì che spesso gli oggetti circostanti, che possiedono diverse temperature, risultino infine nelle immagini termiche da controllare. Qualche volta la loro presenza porta addirittura ad errate interpretazioni (i cosiddetti falsi punti caldi) e a relativi errori di misurazione.

Quindi, per evitare i riflessi del vetro nelle termocamere è necessario non porsi perpendicolarmente al pannello oggetto dell’ispezione. Il picco di emissività però corrisponde proprio alla posizione perpendicolare della termocamera e diminuisce all’aumentare dell’angolo. Un buon compromesso, quindi, risultano essere gli angoli compresi tra i 5° e i 60°, dove 0°, indica la posizione perpendicolare.

L’ausilio di droni nella termografia dei pannelli fotovoltaici risulta essere la soluzione migliore e più economica. Si evitano così grossi impegni economici nel dover noleggiare piattaforme di lavoro mobile, di dover sorvolare l’impianto in elicottero, o ancora di dover ricorrere a misurazioni da terra (lunghe, inefficienti e dispendiose).

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