Servizi: il business di domani per il mondo dei droni

Un’industria neonata, grandi numeri per colossi di rilevanza globale a capitalizzazione stratosferica (DJI), nicchie redditizie per costruttori ed assemblatori più piccoli, ammirevoli nelle loro intuizioni tecniche e realizzazioni “taylor made”

Il business legato al mondo dei sistemi aeromobili a pilotaggio remoto, oggi, sembrerebbe potenzialmente remunerativo solo sul versante hardware, e per realtà innestate nella filiera formal-formativa del lavoro aereo, da cui deriva il sorgere – o risorgere – di scuole di volo in tutta Italia.

Ma un pò come accadde per la diffusione dei Personal Computer, avvenuta a partire dalla metà degli anni ottanta, il business (in termini di apertura al mercato e diffusione) che il “mondo droni” saprà esprimere non sarà derivato dalla formazione, a dalle costruzione e vendita.

O meglio, formazione qualificata e produzione saranno, in termini numericamente rilevanti, ad appannaggio di pochi o pochissimi.

Ciò che ancora deve esplodere, e rappresenterà un’opportunità enorme di business, sarà il mondo dei servizi collegati all’impiego di droni, sia in ambito b2b che b2c.

Nuove applicazioni (o “app”.. si vende meglio) genereranno opportunità inimmaginabili di lavoro aereo, grazie alla loro ingegneristica complessità o, in casi più rari, nella semplicità con cui andranno a rispondere ad esigenze di mercato che gli APR soddisferanno con facilità estrema.

Piattaforme SAPR standard – magari modulari – saranno terreno fertile per la crescita esponenziale del lavoro aereo, come il sistema operativo dei personal computer lo è stato per l’evoluzione dei software.

Qualcuno se lo ricorderà: all’inizio il PC era un monitor, una tastiera ed una stampante ad aghi.

L’hardware poi si è evoluto, certo. Fino allo smartphone che abbiamo in tasca.

Ma sono state le applicazioni a rivoluzionare il mondo, a fare la fortuna di tanti e a dare lavoro a tantissimi.

E forse, per i SAPR, il percorso sarà simile.