Se il 2015 aveva qualcosa da dire sui droni è questo: STANNO ARRIVANDO

Sia che si trattasse di droni militari operanti oltremare, oppure di come regolare la crescente presenza di droni sia privati che commerciali negli USA, ecco che i droni balzano alla ribalta come argomento inevitabile nel parlare della futura tecnologia.

In ogni caso, come comprovato da eventi recenti, il futuro e’ “adesso”.

LA LEGGE DEL CIELO

In Italia già si lavora con i droni, grazie ad un regolamento dell’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile restrittivo, in continua evoluzione, ma che definisce un perimetro di operatività ben delineato. Molti paesi europei si stanno allineando al nostro regolamento, nella prospettiva di una prossima armonizzazone a livello europeo.

Negli USA le regole sono finalmente arrivate: si e’ atteso piu’ di quanto si potesse immaginare, ma nel dicembre 2015, proprio prima della fine dell’anno, la FAA (l’equivalente del ns ENAC), assieme ad un Comitato Consultivo di alto livello, ha finalmente emesso le norme che governano l’uso dei droni negli USA.

E di si tratta di norme parecchio severe.

Queste norme prescrivono ai proprietari di droni, sia privati che commerciali, di iscriversi al Database dei droni FAA prima di poter operare con apparecchi da 0.55-55 libbre.

Quanti non ottemperassero a tale normativa incorreranno in multe molto pesanti, da 27,500 a 250,000 dollari, con possibilità perfino di arresto.

“Il nuovo Regolamento FAA promette bene, in quanto dimostra la volonta’ della FAA di allentare le normative sulla vicinanza dei droni regolamentari alle persone”.

Cosi’ afferma Joerg Lamprecht della tedesca Dedrone, societa’ che lavora sui sistemi per individuare e tracciare i droni piccoli: “Nonostante ci siano ancora molti dettagli da elaborare”.

CIO’ DOVREBBE POTER CONSENTIRE…

Cio’ dovrebbe poter consentire alle Societa’ che forniscono e impiegano droni a scopo commerciale di poterli usare maggiormente, anche se a quanti non hanno molta familiarita’ con l’argomento “droni”, un certo numero di regole restrittive puo’ sembrare eccessivo.

Si e’ tuttavia sentito di molti casi (anche se non tutti comprovati) riguardanti operatori di droni che hanno messo a rischio la salute pubblica ed invaso la privacy di persone inconsapevoli: ovviamente, queste nuove normative non saranno la soluzione di tutto, tuttavia il rendere direttamente responsabile ciascun operatore di drone (probabilmente) diminuira’ la possibilita’ che ne venga fatto un uso incauto.

Un aspetto preoccupante di questo nuovo sistema di Registrazione e’ il come verrà trattata la privacy degli operatori stessi di droni: secondo un articolo di Forbes, i nominativi e gli indirizzi di quanti registrano il proprio drone verranno resi pubblici. Nel frattempo, la maggior parte degli utenti di droni, interessati ad evitare eventuali penali, paghera’ con tutta probabilita’ la tassa d’iscrizione/registrazione di 5 dollari ed iniziera’ a volare.

BREAKING NEWS: I DRONI SONO OVUNQUE

Mesi fa c’era la preoccupazione che celebrita’ e VIP non potessero piu’ godere di alcun tipo di privacy causa l’uso di droni da parte di paparazzi scriteriati. Ma tale preoccupazione ha presto lasciato il posto a quella, molto piu’ importante, che gli operatori di droni possano far volare i loro mezzi nelle vicinanze degli aereoporti.

Oltre all’uso fatto da quanti li fanno volare per divertimento, il fatto che possano essere usati per effettuare attacchi terroristici non e’ piu’ cosi’ remoto dopo quanto recentemente purtroppo accaduto in materia di terrorismo. La potenziale messa in pericolo delle vite dei passeggeri delle linee aeree, con l’invasione dello spazio aereo strettamente controllato degli aereoporti, nonche’ il crescente numero di incidenti aereoportuali, hanno indotto la FAA ad accelerare la messa a punto delle regolamentazioni.

LA SFIDA

sarà proprio quella di regolamentare in concretamente applicabile un’industria in crescita verticale. ” I regolamenti e l’industria sono reazionari”, afferma Mike Kelly, della ProSight Specialty Insurance, societa’ che assicura gli operatori di droni. “Non possiamo essere reazionari nell’innovazione. Se con l’uso dei droni mutiamo il paesaggio industriale, allora i regolamenti devono supportare tale innovazione. Non dobbiamo limitarci a dare soltanto una risposta agli eventi quando accadono, ma dobbiamo saperli prevedere, affinche’ non abbiano piu’ a ripetersi casi come quello al bimbo del Regno Unito, ferito da un drone ad un occhio in modo irreparabile”.

IL CIELO ALLA SOGLIA DI CASA

stanno per arrivare le consegne via drone negli USA. Ciò che nel 2013 poteva sembrare pura fiction, ora sta diventando realta’ grazie ad Amazon ed al suo “Prime Air Delivery Drone”. L’elegante macchina volante targata Amazon sarebbe addirittura stata vista effettuare una consegna ad un cliente… ma non ci sono conferme concrete oltre al tam tam mediatico.

E mentre le logistiche del sistema di consegna via droni nel video Amazon sembrano ben funzionare, in realta’ tale metodo di consegna e’ ancora molto lontano, poiche’ Amazon e i suoi concorrenti, come del resto le autorita’ federali, continuano a dibattersi tra questioni di legalita’ e sicurezza costellanti la strada che porta all’effettiva consegna a mezzo droni. “Sviluppandosi sempre piu’ la tecnologia dei droni, facendo si’ che possano volare piu’ lontano e piu’ a lungo, e con un carico sempre piu’ pesante, ecco che questo tipo di consegna potra’ dar prova di essere piu’ efficiente e meno costoso della consegna tradizionale via terra”, afferma Lamprecht.

“IMPORTANTE SARA’ riuscire a condurre il traffico di droni attraverso i nostri cieli, specialmente nelle aree metropolitane molto affollate. I droni non potranno effettuare consegne a grattacieli/edifici imponenti, ma potrete vederli operare consegne a vari punti logistici delle citta’, da dove poi tali consegne verranno perfezionate in auto, motocicli o a piedi”. Prendendo in considerazione tutto il 2015, si fatica a non vedere il 2016 come l’anno in cui effettivamente i droni inizieranno ad essere oggetto di primo piano, come strumenti sia per start-ups che per il divertimento. No, probabilmente non assisteremo a consegne via droni nel 2016, ma in ogni caso aspettatevi, da parte di molte imprese, l’annuncio dello sviluppo delle consegne via drone nei mesi a venire.

L’ANNO CHE CI ASPETTA

Per quanto concerne l’utenza privata, le nuove normative FAA (USA) di registrazione ne daranno una scremata e resteranno in vita solo gli operatori piu’ seri. Pero’ potrebbe avverarsi anche l’incubo della privacy, quando il database della FAA, con tutti i nominativi ed indirizzi, inevitabilmente potrebbe venire usato per scopi poco puliti. Di massima importanza, il 2016 vedra’ l’alba della vera robotica, ora provvista di una regolamentazione ufficiale, supportata dal Governo, che entrera’ in vigore in USA prima che operatori di veicoli autonomi o di robot umanoidi possano interferire con la vita delle persone.

Sara’ mai che il 2016 veda le prime forze di polizia impegnate, con un “Dipartimento Droni”, in un incidente occorso ad un elemento sospetto?

Sara’ mai che un’importante compagnia aerea venga coinvolta in un incidente causato da una interferenza nel volo da parte di un drone, condotto da un operatore amatoriale?

E’ giunta l’ora che le Compagnie di Assicurazione aggiungano la clausola che preveda la caduta dal cielo di droni?

Il solo fatto che noi ci si ponga seriamente tali domande sta a significare che stiamo entrando in una nuova era, nella quale i droni non sono piu’ soltanto giocattoli, bensi’ un’autentica tecnologia che avra’ un impatto su ogni aspetto delle nostre vite.

“Quest’anno le vendite di droni si prevede raggiungano i quattro milioni e, per il 2020, i 16 milioni”, afferma Lamprecht. “Aggiungete a cio’ la loro resa commerciale ed e’ cosi’ evidente che, i droni, sono destinati a restare. Continueremo a vedere droni sempre piu’ potenti e sofisticati e, di conseguenza, le loro destinazioni d’uso aumenteranno sempre piu'”.

(articolo tradotto da Mashable.com)