ENAC: Così modificheremo il regolamento per i droni in vista delle future regole europee


Tratto da Dronezine
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Il regolamento EASA non arriverà prima del 2020-2021, ma ENAC prevede di ritoccare il regolamento per i SAPR già a partire dalla fine di quest’anno, per raccordare in modo soft le leggi nazionali con il futuro regolamento unico europeo.
Ne parliamo con l’ingegner Riccardo Delise di ENAC che ci parla di interessanti novità per scuole di volo, pochi cambiamenti per i trecentini, rivoluzione in vista per l’accesso alle ATZ

A margine del Roma Drone abbiamo incontrato Riccadro Delise di ENAC, per scoprire come la nostra authority nazionale si sta preparando alle nuove regole EASA, che dovrebbero diventare legge in tutta Europa tra il 2010 e il 20121. Qui sopra, il video dell’intervista completa

“Con il documento n.1 del 2018 EASA ha presentato alla Comunità europea in’opinion’, la cui documentazione sarà disponibile dell’ultimo trimestre 2018, che prefigura il futuro regolamento europeo per i droni, che entrerà in vigore tra 2020 e 2012″ ci dice Delise, e continua: “Normalmente la Comunità europea incarica EASA per i regolamenti tecnici aeronautici, e di conseguenza la regolamentazione europea sarà molto simile all’opinion di EASA. L’intenzione dell’ENAC, una volta acquisita questa documentazione (quindi non prima di fine anno, ndr) è quella di iniziare a lavorare per raccordarsi in maniera graduale e moderata in maniera da evitare uno scalino troppo alto al momento dell’entrata in vigore del regolamento unico europeo”.

“Quello che vogliamo evitare è che al momento dell’entrata in vigore un operatore debba cambiare improvvisamente tra regole vecchie e nuove” spiega Delise.

 

Scuole, preparatevi a una svolta

A essere particolarmente preoccupate dei cambiamenti in vista sono le scuole di volo, che potrebbero vedere il loro ruolo ridimensionato con le future regole europee.

“Effettivamente per la formazione dei piloti la categoria ‘Open’ prevista dall’opinion cambia gli scenari. E’ la categoria più bassa, assimilabile entro certi limiti alle attuali operazioni non critiche, e non è prevista da EASA una formazione pratica, ma solo il raggiungimento di competenze, da certificare con un esame finale. Stiamo studiando attentamente questa situazione, e abbiamo intenzione di lavorare più sulla lic 15 che non sul regolamento“. La dichiarazione di Delise è un poco sibillina, ma visto che la Lic 15 è la circolare che disciplina le scuole di volo, ci sembra di leggere una volontà di ENAC di delegare alle scuole di volo anche l’addestramento di tipo “competenza” richiesto dalle future euroregole. Poco o nulla dovrebbe invece cambiare per la formazione richiesta per le aree critiche, il cosiddetto CRO.

 

Trecentini? avanti così per due-tre anni

Quanto ai trecentini, che sono una particolarità tutta italiana che stanno formando una legione di piloti senza attestato, abilitati a volare per lavoro anche in città e sopra le persone, Delise ritiene che i cambiamenti saranno davvero pochi: “La regolamentazione europea sarà molto simile, giusto il limite di peso passerà da 300 a 250 grammi. Non abbiamo parlato di quando adeguarci tra 300 e 250 grammi ma non sarà immediata,, stiamo parlando di 2020-2021, non è a mio avviso una cosa degna di particolari preoccupazioni. La regolamentazione in arrivo sarà anche più aperta, in quanto si raccorda con la categoria dei droni sotto i 900 grammi e 89 joule di energia in caso di impatto che saranno considerati alla stregua degli inoffensivi (simile all’attuale categoria dei SAPR inoffensivi sotto i due chili, che però è molto poco sfruttata dagli operatori italiani, ndr).

ATZ: cadrà il divieto di volo e relativo notam, arrivano i limiti di quota

Così cambierà il volo dei droni vicino agli aeroporti

Enac alla fine si è resa conto che tenere lontani i droni dalle ATZ è eccessivo, visto che le ATZ sono veramente enormi: “Siamo partiti dal principio che a 2-3 chilometri da un aeroporto volare a 10-15 metri di quota non può assolutamente arrecare rischio alla navigazione aerea”. E qui Delise si concede una battuta: “Pensiamo quindi di ‘limitare le limitazioni’ creando fasce di quote diverse a seconda dell’orientamento e della distanza dalla pista, per proteggere i sentieri di decollo e atterraggio, specialmente in corto finale. Così creeremo dei ‘gradoni’ più permissivi”. Insomma, ci conferma l’ingegnere, quando questa modifica entrerà nel regolamento, non dovremo più chiedere il NOTAM per volare a Milano città, che è tutta nell’ATZ di Milano. Era ora.