Droni e Big Data: un matrimonio inevitabile

Su cosa siano i droni (o più precisamente i SAPR – sistemi aeromobili a pilotaggio remoto) oramai ci sono pochi dubbi, considerata l’estrema visibilità data dai media a questi strumenti di lavoro “volanti”.

Qualcuno però potrebbe non sapere cosa siano i Big Data (cosa del tutto lecita), che tanto spesso vengono citati in non più pionieristici studi di marketing, esposti da analisti di mercato ed esperti di elaborazione dati.

I Big Data sono quella mole di informazioni, diverse per provenienza, tipologia, e velocità di ottenimento che, se analizzata organicamente secondo determinate chiavi di lettura, può generare dati utili a prevedere (statisticamente) fenomeni o comportamenti.

Prendiamo Google, che tutti conosciamo come:

– motore di ricerca

– strumento di vendita (Google Shopping)

– strumento di marketing (Adwords / Adsense)

– aggregatore di notizie (news)

– piattaforma mobile (Android)

– strumento di navigazione (maps)

– strumento di comunicazione (Gmail in primis)

– le decine di altri canali noti e non noti..

Google è in grado, tramite l’analisi dei dati (Big Data) che il mondo gli offre quotidianamente, di “prevedere il futuro”.

Le virgolette sono d’obbligo… ma facciamo un esercizio di fantasia, tanto per intenderci..

Siamo a Roma, nel Gennaio 2015.

Nella prima quindicina del mese, c’è stato un aumento del 50% di:

– ricerche su Google di “rimedi per il raffreddore”

– vendite di fazzoletti da naso tramite Google Shopping

– notizie su Google News riguardanti code alle Poste Centrali, a causa della riduzione per malattia del personale addetto

– utilizzo di smartphone da casa, in orari in cui il traffico su internet è mediamente generato da postazioni di lavoro

– richieste di indicazioni stradali utili a raggiungere medici di base e farmacie

– email contenenti il termine “influenza”

L’analisi superficiale di queste informazioni, letteralmente di questi Big Data, consente al gigante di Mountain View di prevedere con precisione l’arrivo della stagionale influenza…

Indubbiamente, non ci serviva Google per saperlo..

Viceversa, un analisi più approfondita delle informazioni consente a Google di capire da dove è iniziato il contagio, quale farmaco viene utilizzato maggiormente e qual’è il più efficace, dopo quanti giorni è possibile tornare al proprio lavoro ed in quanti casi è stato necessario recarsi dal medico.

Ecco.. questa è un’analisi di Big Data.

L’analisi di un flusso di informazioni che, incrociando dati apparentemente non uniformi, consente di capire (o prevedere statisticamente) accadimenti.

E i droni, cosa c’entrano?

C’entrano, perchè sono in grado di produrre un flusso di informazioni (potenzialmente in streaming) da un punto di vista privilegiato.

Parliamo di agricoltura di precisione: droni impegnati su terreni agricoli con simili o confinanti potrebbero condividere, in tempo reale, informazioni su possibili attacchi parassitari, consentendo di ottimizzare (o magari evitare) l’impiego di sostanze

Parliamo di ordine pubblico: una ricognizione aerea atta ad analizzare il costituirsi di assembramenti di persone o veicoli in determinati orari, ambienti o circostanze potrebbe (statisticamente) consentire la previsione di scenari potenzialmente rischiosi.

Parliamo di analisi ambientali: un rilievo costante di determinati elementi presenti nell’aria o nell’acqua potrebbe far scattare dei correttivi “in tempo reale”.

Parliamo di intelligenza artificiale: i Big Data ottenuti tramite tutti i device (droni inclusi) accresceranno “l’esperienza statistica” di sistemi in grado di operare autonomamente, sulla base di informazioni provenienti da piattaforme completamente diverse l’una dall’altra.

Che ci piaccia o no, tutti facciamo già parte di qualche analisi Big Data, e presto più di qualche informazione su di noi sarà stata stata ottenuta anche tramite SAPR.

E c’è chi pensa ancora che i sistemi aeromobili a pilotaggio remoto siano solo fotografie dall’alto…